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lunedì 2 aprile 2018

testo argomentativo: istruzioni per la stesura e la revisione

IL TESTO ARGOMENTATIVO

E' un testo in cui chi parla/scrive
  • sostiene una propria opinione (TESI) su un determinato argomento,
  • portando ARGOMENTI e prove a sostegno
  • eventualmente confutando gli argomenti contrari (ANTITESI)
  • con lo SCOPO di CONVINCERE chi ascolta/legge.
___________
Cosa fare?

1 - decidi la struttura
2 - scrivi l'introduzione
3 - scrivi le tesi e le antitesi, usando un lessico specifico e dividendo in paragrafi;
4 - scrivi una breve conclusione
5 - stabilisci il titolo


1) LA STRUTTURA
DI UN TESTO ARGOMENTATIVO

Il testo deve essere incisivo, efficace, quindi non deve limitarsi ad un elenco simile ad una lista della spesa.
Scegliete la struttura che volete dare al vostro testo e ricopiatela su una bozza.

STRUTTURA A
- introduzione
- tesi
- argomenti a favore della tesi
- antitesi
- argomenti a favore dell'antitesi
- conclusione

STRUTTURA B
- introduzione
antitesi
argomenti a favore dell'antitesi
- tesi
- argomenti a favore della tesi
- conclusione

STRUTTURA C
- introduzione
- tesi antitesi
- 1°argomento a favore della tesi e  1° argomento a favore dell'antitesi
- 2°argomento a favore della tesi e  2° argomento a favore dell'antitesi
- 3°argomento a favore della tesi e  3° argomento a favore dell'antitesi

ecc.
- conclusione



______________________________

2) L' INTRODUZIONE

All’inizio del testo devi spiegare al lettore di quale problema stai per occuparti. 
Devi presentarlo in maniera completa e neutrale. Per essere sicuro di fornire al lettore tutte le informazioni necessarie, usa la tecnica delle 5W.

WHO - Chi sono i protagonisti coinvolti?
WHAT - Di quale argomento intendi parlare?
WHEN - È un problema attuale, affonda le sue radici nel passato, condiziona il futuro?
WHERE - Il problema interessa un luogo in particolare oppure è globale?
WHY - Perché hai scelto di parlare di questo problema?


Un esempio -
Una recente inchiesta condotta in Inghilterra ha rilevato che soltanto il 16% dei bambini tra i due e gli otto anni si addormenta al suono di una storia raccontata dai genitori; mentre dieci anni fa era il 30% e trent’anni fa era il 75%. 
Questa progressiva scomparsa dell’abitudine di raccontare delle fiabe ai bambini viene messa in collegamento con forme di disagio giovanile in aumento come le baby-gang, in quanto i bambini non apprenderebbero più dalla voce rassicurante dei genitori o dei nonni la differenza tra ciò che è giusto fare e ciò che invece non lo è.

________________

3) LO SVILUPPO DEL TESTO:
LA TESI E L'ANTITESI

Nella parte centrale del testo, devi enunciare la tua TESI in modo chiaro, fermo e deciso: il lettore deve capire subito come la pensi, da che parte stai.
Lo scopo del testo argomentativo è quello di convincere i tuoi lettori che la tua posizione è quella più ragionevole.

3 a) LE ARGOMENTAZIONI

Usa alcuni dei seguenti suggerimenti.

I. Spiega perché ritieni questa tesi valida.

es - Senza questa abitudine viene anche a mancare uno spazio di tranquillità e di comunicazione in cui un bambino può riflettere, porre delle domande,  esprimere dubbi e sensazioni, proporre soluzioni: un insieme di attività che coinvolgono tanto la sfera cognitiva quanto quella affettiva.

II. Aggiungi esempi

es -  Per secoli, anzi millenni, gli adulti hanno raccontato ai bambini delle storie per intrattenerli e divertirli, ma anche per trasmettere loro dei messaggi utili a scoprire e capire il mondo. Nella storia, letta da un libro o inventata al momento, in bambino trova una piccola “cura” quotidiana contro le sue paure e insicurezze e una guida che gli spiega come superare i pericoli, come reagire alle minacce e come ritrovare l’ordine quando c’è il caos.

III. Cita studi, dati, statistiche.

Es - Secondo un'indagine della Oxford University Press, condotta su un campione di mille genitori con figli tra i 5 e gli 11 anni, il 44% di loro smette di leggere ai bambini intorno al settimo anno di età. Un errore, perché la lettura può avere un riscontro positivo anche sul rendimento scolastico.

IV. Cita personaggi famosi.

Es - Vi sono almeno sette buone ragioni psicologiche per leggere o raccontare storie ai bambini: insegnare a riconoscere e a gestire le emozioni nelle esperienze di vita; far allargare lo spazio mentale del bambino; favorire un apprendimento cognitivo; favorire la conoscenza della vita, anche nei suoi aspetti più crudi, in modi non rischiosi; realizzare condivisione empatica sui temi fondamentali della vita; favorire e realizzare una relazione ricca, viva, “polifonica” fra narratore e ascoltatore; realizzare momenti di piacere condiviso.

Medico Psicoterapeuta, Paolo Roccato è psicoanalista associato alla Società Psicoanalitica Italiana (SPI) e all’International Psychoanayitical Association (IPA).

V. Poni domande che insinuino un dubbio nella mente del lettore.

Es - Che ne sarà dell’immaginazione di un bambino lasciato da solo tutto il giorno davanti alla TV?

VI. Usa confronti o analogie.

Es - Proviamo a paragonare la visione di un cartone animato con la lettura di un libro: nel primo caso il bambino può limitarsi a guardare, non deve compiere alcun processo mentale. Le immagini sono il racconto. Con il libro invece il bambino deve costruirsi le proprie immagini mentali, fissando e interiorizzando le scene ascoltate.

VII. Racconta un aneddoto personale.

Es - Uno dei più vivi ricordi della mia infanzia risale a quando mia madre leggeva a noi bambini dopo cena le avventure di  Giamburrasca. Formavamo un gruppetto compatto, attento e interessato: immaginavamo le varie situazioni, commentavamo, e di tanto in tanto chiedevamo di tornare indietro per rileggere un passaggio. Quando non capivamo una parola o una frase ce la facevamo spiegare: scoprivamo così i sinonimi, i tempi dei verbi, le irregolarità e i “trucchi” della lingua.

VIII. Racconta un fatto storico.

Es - In tutte le società umane, anche le più primitive, il ruolo della narrazione orale è stato fondamentale. Basti pensare alle fiabe che rassicuravano gli adolescenti prima del loro rito di passaggio nell’età adulta...


________________________________

3 b) IL LESSICO

I - Esprimi la tua opinione, senza dire "io"
In un testo argomentativo devi esprimere la tua opinione, ma devi anche evitare di parlare in prima persona, ovvero di scrivere “io”.

La prima persona conferisce un tono colloquiale al testo, mentre sai bene che un saggio deve essere più possibile di tono elevato.

- Inoltre tu non sei proprio un’autorità in materia, perciò la tua opinione non rafforza in alcun modo il tuo ragionamento.

TRASFORMA
Io ritengo che leggere le storie ai bambini sia molto importante.
IN
Leggere storie ai bambini è molto importante perché sviluppa la loro immaginazione, favorisce le capacità empatiche e crea un rapporto di intimità con la figura adulta di riferimento.

II. Usa il linguaggio specifico
Usa un linguaggio specifico che dia al testo autorevolezza.

- Se tratti di fenomeni atmosferici, scrivi come un metereologo:
pressione atmosferica
cirri
nembi
perturbazioni
- Se tratti di sicurezza sul web, scrivi come un informatico:
server
provider
hacker
filtri
antivirus
dati personali
- Se tratti della questione palestinese, scrivi come uno storico:
Striscia di Gaza
sionismo
olocausto
risoluzione ONU

Cerca di non usare parole generiche. Sii specifico.

Invece di “cane” puoi scrivere Labrador, Dalmata, San Bernardo…
Invece di “bevanda” puoi scrivere acqua, succo di arancia, latte…
Invece di “albero” puoi scrivere quercia, olmo, frassino...

Soprattutto…  evita la parola “cosa”!


3 c) LA DIVISIONE IN PARAGRAFI 
(un'idea = un paragrafo)

Devo iniziare un nuovo paragrafo quando:
I - presento la tesi o l’antitesi;
II - passo da un’argomentazione all’altra;
III - racconto un aneddoto o un fatto storico;
IV - introduco un personaggio (scienziato, poeta…);
V scrivo la conclusione…

generalizzando: quando esprimo un nuovo concetto.

È fondamentale che ogni paragrafo abbia una sua idea centrale che lo differenzi dagli altri.
Questa idea centrale si chiama “topic sentence” ed è la frase più importante del paragrafo. Spesso si trova all’inizio, ma non sempre è così.
In alcuni giornali addirittura la topic sentence viene riportata in grassetto.
Guarda questo esempio - un link  ; un altro link;

4) LA CONCLUSIONE

I - Sii breve e semplice;
II - puoi ribadire la tesi, ma evita di riscriverla con le stesse parole;
III - sii autorevole: evita espressioni come “penso che…”, “ritengo che…”;
IV - cura particolarmente l’ultima frase. Per colpire il lettore puoi essere ironico, fare appello alle emozioni, oppure invitare all’azione.

Esempi
I. Una raccomandazione o un consiglio.

Es - Ci vogliono regole più moderne ed efficaci, dunque, mentre dall’altro lato occorre investire anche in educazione e salute: l’età media del Paese, dopo quasi 40 anni di politica del figlio unico (abolita del tutto lo scorso anno) comincia a salire anche lì.

II. Una previsione.

Es - In fondo abbiamo due sole possibilità per il futuro: utilizzare gli ambienti digitali come alibi per le nostre debolezze, sottolineandone le demoniache possibilità di moltiplicarne gli orrori. Oppure potremo immaginare simili ambienti come un’occasione per migliorare noi stessi, una scommessa di maggiore libertà e cultura. La prima opzione è il luogo in cui siamo adesso, la seconda è quello nel quale sarebbe bello incontrarci domani.

III. Una affermazione forte.

Es - Sullo sfondo, un problema cruciale: «Possiamo fare tutte le migliorie e le riforme del mondo», avverte Guntram Wolff, direttore di Bruegel e già economista alla Bundesbank, «se però viene davvero meno il consenso popolare, l’euro non avrà futuro». Passate le elezioni del 2017 (se tutto sarà andato bene), il 2018 sarà l’anno decisivo.

IV. Un aneddoto

Es - Infine quasi trecento piante, cento animali e decine di minerali prendono il nome da Alexander von Humboldt, e questo fa di lui l’uomo che ha dato il suo nome a più cose nel mondo. Anzi, nell’universo, perché perfino la Luna vanta il suo Mare Humboldtianum. E questo è pura e semplice meraviglia.

V. Una domanda pungente.

Gli esempi di Charles Dickens, Henri Poincaré, Ingmar Bergman e molti altri, dimostrano che per quanto tutti amassero ciò che facevano e covassero grandissime ambizioni, nella quotidianità lavoravano poche ore al giorno. Il resto del tempo passeggiavano, dormivano, incontravano gli amici e si godevano la vita. Questo non gli ha impedito di scrivere romanzi che hanno fatto la storia, gettare le basi della teoria del caos o lasciare il segno nella cinematografia mondiale. Come farlo capire a una generazione abituata a pensare che 80 ore di lavoro alla settimana siano appena sufficienti a riuscire a realizzare le proprie ambizioni?


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5) IL TITOLO

Idee per scegliere il titolo di un testo argomentativo

I - Titoli paradossali (contrasti e contraddizioni)
-Tom Drury, il più grande scrittore che nessuno conosce
-Tesla, l’azienda piena di debiti che vende il futuro
-In Cina, dove la realtà è fantascienza

II - Titoli-domande
-Il sovranismo esiste? Il dilemma di Wikipedia
-Riconoscimento facciale, chi possiede davvero i nostri volti?
-Embrioni umani, ricerca fino a 4 settimane?
-I dati sono il nuovo petrolio, ma chi controlla i giacimenti?

III - Titoli-promessa (ora vi spiego...)
-Perché il contante non morirà mai
-Amazon, come funziona lo schema Bezos
-Dove vanno i ricchi per pagare meno tasse
-Così Erdogan seduce i giovani turchi tedeschi in Germania
-Perché sarà il mercato a decidere sulla Brexit

IV - Titoli con dati statistici
-2017, quei 357 miliardi in fuga dall’Italia
-Sanità, come buttare 25 miliardi all’anno
-Settemila uomini al fronte per le nostre guerre invisibili

V - Titoli-sintesi
-Sole, internet e telefonini: la rivoluzione in Africa
-Aumentano i vecchi, cresce la diseguaglianza
-Berlino e Washington divise sulla crisi della Grecia

VI - Titoli in cui si ribadisce la tesi
-Il libro di carta è in ottima salute
-Internet fa emergere l’odio che è in noi
-Il mercato della rabbia alimenta la voglia di forca
-Snapchat non morirà a causa di Facebook

VII - Titoli-ipotesi (cosa succede se...)
-Se l’Europa riesce a tassare Google
-Se sul web ognuno di noi ha il suo prezzo
-Se internet è come la nicotina
-Se Barilla paga più tasse dei sei big del digitale
-Se un algoritmo decide la nostra vita


VIII - Titoli che richiamano libri, film, canzoni...
-I predatori dell'arte perduta
-L'ideologo, il freddo, il nero: tutti gli uomini di Le Pen
-L’amore ai tempi del segregazionismo
-Quello che i protezionisti non vi dicono

IX - Titoli che richiamano proverbi o modi di dire
-Chi più innova meno paga
-Una bomba tira l’altra
-Lego: i furbetti del mattoncino



martedì 6 marzo 2018

testo ARGOMENTATIVO

TESTO ARGOMENTATIVO

E' un testo in cui chi parla/scrive
  • sostiene una propria opinione (TESI) su un determinato argomento,
  • portando ARGOMENTI e prove a sostegno
  • eventualmente confutando gli argomenti contrari (ANTITESI)
  • con lo SCOPO di CONVINCERE chi ascolta/legge.

Esempio: 

- immaginiamo che 
il lupo cattivo che ha divorato 
i tre porcellini
voglia convincere il direttore del carcere a liberarlo...




 
TESI


- il lupo non è cattivo, ma è un animale GENTILE, che è rimasto incastrato in una brutta situazione.
ANTITESI da confutare


- il lupo è CATTIVO e ha ingannato e divorato i tre porcellini.


argomenti a favore della TESI

confutazione argomenti a favore dell'ANTITESI

- è un prigioniero modello; - la sega è caduta per errore nella torta;
- Cappuccetto Rosso è una bimba svampita che ha inventato tutto;


- lui è Alexander Wolf; - il Grande Lupo Cattivo è una montatura;


- ha una dieta carnivora; - è una colpa mangiare animaletti graziosi?


- è andato dai porcellini perché aveva bisogno dello zucchero per preparare una torta alla nonna;


- i porcellini sono stati EGOISTI, perché non hanno voluto prestargli lo zucchero;
- non ha soffiato intenzionalmente: ha starnutito; - i porcellini sono stati INGENUI, perché hanno costruito casette fragili


- ha mangiato i porcellini per caso;


- non voleva SPRECARE quei prosciutti;
- è molto EDUCATO: bussa gentilmente e chiede sempre il permesso prima di entrare nelle case altrui;


- i porcellini sono dei gran MALEDUCATI che non rispondono nemmeno alla porta e, se rispondono, sono sgarbati;
- in sintesi tutto è successo per il suo grande, immenso affetto per la nonnina! - la vera grande colpevole è stata la STAMPA (giornali e giornalisti) che hanno montato tutto, trasformandolo in un caso.


Infatti nell'ultima scena si vede che il poliziotto è un porcellino!



Ti vengono in mente situazioni paragonabili?



Es.

- Gino dà una spinta a Pippo che cade e si fa male;

Gino spiega al prof. di non averlo fatto apposta ma per scherzo: è stato Pippo il primo a provocarlo. (Gino è un angioletto!)



- Gina viene interrogata a storia e prende un brutto voto;

Gina spiega alla mamma che la prof. ha le simpatie e che le ha fatto delle domande proprio su quei pochissimi argomenti che sapeva di meno. (Gina studia sempre!)



- Pippo chiacchiera con Gina per tutta la mattina e, dopo due ore, la prof. perde la pazienza e gli mette una nota.

Pippo spiegherà a mamma che è vero che parlava con Gina, ma lo ha fatto solo un minuto e proprio per parlare della lezione.



Dunque i testi argomentativi sono più vicini a noi di quanto ci si possa immaginare!


giovedì 22 febbraio 2018

Autobiografia - editing

AUTOBIOGRAFIA - editing
BELLA COPIA

- foglio protocollo a RIGHE

- penna BLU o NERA

- piega il foglio e scrivi sul retro NOME, COGNOME, CLASSE, DATA

- scrivi in COLONNA, su tutte le righe;

- salta una riga quando vuoi interrompere il paragrafo;

- lunghezza: circa 3 colonne;

- vietato lo STAMPATELLO



Titolo
eventuale sotto titolo


Un corri corri generale, un fuggi fuggi nella
 pineta del campeggio, nel semi buio del dopo
cena, tra le tende, le roulottes e gli aghi di pino. 

La "banda dei romani", ci rincorre: noi siamo la 
"banda dei marziani". Con me c'è mio fratello, poi 
c'è Andrea e qualcun altro che non ricordo. 
Che ansia: dobbiamo nasconderci, perché se ci 
trovano chissà che ci fanno. 

Sono tanti, forti, cattivi e molto pericolosi: quando 

parlano hanno un accento strano, cittadino, da 
gente più... più... non saprei dire di preciso cosa 
hanno in più rispetto a noi, ma quando li
ascoltiamo parlare tra loro, ci sentiamo dei 
provinciali, fuori moda.

Io sono dietro la tenda azzurra di Andrea, 
vicino al bar e trattengo il fiato. Li sento: 
si stanno avvicinando e con loro c'è il capo,
 che è alto, grande, più grande di Francesco.



venerdì 16 febbraio 2018

AUTOBIOGRAFIA: PROGETTARE e SCRIVERE

FASE 1 - scelgo il ricordo

La storia
- ai tempi delle elementari;
- siamo a casa, in camera nostra (mia e di Francesco)
- un amico di mio fratello mi prende in giro, mi dice :"Sei uno spermatozoo!";
- io non conosco la parola, mi offendo per il tono di voce, più che per la frase che non capisco;
- mi sento a disagio, mi sento tonta e ingenua: lui e Francesco ridono di me;
- babbo si sta riposando e mi chiama perché gli porti il caffè;
- Francesco e il suo amico si raccomandano che io non dica nulla a babbo;
- io vado da babbo e gli chiedo di spiegarmi cosa è uno spermatozoo;
- babbo mi spiega che è un semino per fare i bambini, poi mi chiede perché voglio saperlo;
- gli racconto cosa è successo
- lui si arrabbia con Francesco e il suo amico e gli dice di non prendermi in giro
- torno in camera sorridendo;

FASE 2 - identifico il seme (il dettaglio significativo, il momento emozionante)

Seme
- quando torno in camera, Francesco mi guarda male, mentre io sono estremamente soddisfatta perché babbo, con la sua brontolata, ha messo in ordine il mio mondo. Io mi sono sentita protetta e, come sempre, dalla parte giusta.


FASE 3 - Progetto la struttura del racconto (l'INTRECCIO)

mescolerò DIALOGHI - AZIONE - DESCRIZIONE - PENSIERI/SENTIMENTI

TITOLO (qui metterò il tema: la mia soddisfazione)

  1. incipit con dialogo: due ragazzi grandi ridono di me
  2. descrivo i due ragazzi: sono mio fratello e il suo amico;
  3. descrivo la camera
  4. descrivo il mio imbarazzo
  5. tipiche scene di pomeriggi in cui Francesco invita i suoi amici e io mi eclisso
  6. a un certo punto vado in camera grande a portare il caffè a babbo
  7. vendetta, tremenda vendetta: dico tutto a babbo che mi difende! (seme e culmine della storia)
  8. conclusione con pensieri e sentimenti: non deve essere stato facile per Francesco essere il mio fratello maggiore e sopportare che a me, la più lagnosa, frignona e perfettina delle sorelle, babbo desse quasi sempre ragione.


Dieci a zero per me!
- "Spermatozoo!"
- ... "Eh?"
- "Ho detto che sei uno spermatozoo! Uno spermatozoo, spermatozoo, zoo, zoo."
Ripete questa lunghissima, assurda, misteriosa parola sillabandola, per farmela sentire con chiarezza.
- "Sper... ma ... to... zoo!" e qui una risata, anzi due, la sua e quella di mio fratello. Due boccacce sguaiate si spalancano di fronte ai miei occhi fissi sul pavimento. Mi dondolo avanti e indietro...

Lui è Giammarco: ha due peletti di barba che ai miei occhi lo fanno apparire quasi un extraterrestre.
Sta seduto sul letto di Francesco che è lì accanto. Poco più in là c'è anche il mio letto, il mio comodino e il mio pezzo di camera che condividiamo. La regola della camera è semplicissima. Il suo spazio è solo suo e per me è divieto di accesso. Il mio spazio invece non esiste e quando lui invita gli amici, sempre maschi e sempre grossi e sempre sgradevoli, io non so proprio dove trovare pace.

Se almeno non mi vedessero... invece mi vedono, o addirittura mi cercano, per mettermi in soggezione. Parlano, ma non capisco mai di cosa. Giocano, ma mai come piace a me, che ho la mia bambola con il cappottino rosso e la pettino e la cambio e le parlo con una vocina premurosa e carezzevole. Anche quando si siedono sul letto o sul divano, sprofondando pesanti fino al pavimento, non mi somigliano affatto. Se fanno merenda sbriciolano, se scendono le scale rimbombano come elefanti e se accendono la televisione mi chiudono fuori.

Comunque, io non ho idea di cosa sia uno "spermatozoo": è la prima volta in vita mia che lo sento. E' di certo un'offesa, a giudicare da come me la sparano in faccia, ma perché non devo dirlo a babbo?
- Non glielo dire! Hai capito? Non fare la spia! Non ti ci provare... oh
Francesco, diglielo anche te alla tu' sorella! -

Intanto babbo mi ha chiamato, perché vuole un caffè. In un momento i due sgangherati cambiano espressione. Gli occhi mi fissano concentrati, quasi in allarme. E' differente anche il tono della voce e non ridono più.

- Babbo! Che vuol dire spermatozoo? -
- E' il nome del semino che fa nascere i bambini. Perché me lo chiedi?
- Me lo hanno detto quei due, di là... -

Quando sono rientrata in camera, si sono girati dall'altra parte, poi se ne sono andati e mi hanno lasciato in pace per tutto il pomeriggio.
Francesco ci riesce sempre, a farmi sentire in colpa e fuori posto. Babbo però mi difende e mi conforta sapere di essere quella che ha ragione.

Sei stato geloso?
E oggi? Magari un po'?
O ancora tanto?
Fratellone grande grande.
La prima volta che ho sentito il terremoto e ero in salotto con te, alla televisione, non ho avuto paura.

martedì 13 febbraio 2018

AUTOBIOGRAFIA

CALENDARIO lavoro su racconto AUTOBIOGRAFICO
- abbiamo già visto
- l'incipit con DESCRIZIONE 
- e l'incipit con DIALOGO
- giovedì 15 febbraio (dopo la verifica): incipit con AZIONE
- venerdì 16 febbraio: incipit con PENSIERI e SENTIMENTI
- sabato 17 febbraio (dopo i book talk): l'architettura del racconto (INTRECCIO)
- giovedì 22 febbraio: scrittura e inizio revisione
- sabato 24 febbraio: editing e consegna



INCIPIT AUTOBIOGRAFICO

- Una delle sezioni più importanti di una narrazione è costituita dalla parte iniziale ("incipit" = "inizio").

- E' fondamentale entrare subito nel cuore della vicenda, per catturare l'attenzione del lettore che certamente desidererà proseguire con la lettura per scoprire chi siano i personaggi e cosa accadrà.

- Per l'incipit si possono utilizzare varie tecniche narrative: ecco alcuni esempi di incipit.



😋😌😍😎😏😐😊😋😟😮😰

Incipit, condito con un DIALOGO

- Oh! Senti: dice il Mazzetti se ti vuoi mettere con lui! -

Corridoio lungo, luce opaca, color nocciola. La giornata nuvolosa filtra da enormi vetrate polverose, la porta dell'aula è aperta alle mie spalle: intorno voci sfumate e rumori da intervallo.

- Oh, dico a te! Hai capito? Il Mazzetti vuole sapere se ti ci vuoi mettere, con lui. -

Paralisi: il cuore pompa forte, la testa ronza, il tempo rallenta, forse si ferma.

- Allora, che gli dico? - sorride: è uno spilungone di quinta C, lo conosco solo di vista.


In un modo o nell'altro, quasi per miracolo, a un certo punto devo avere risposto che sì, mi stava bene, che ero d'accordo.

Il sabato successivo, infatti, avevo un appuntamento alle "scalette", con il Mazzetti: ci sono arrivata in autobus.



😋😌😍😎😏😐😊😋😟😮😰


Incipit ravvivato da una DESCRIZIONE

Alle mie spalle un tempio greco, con le colonne, i bassorilievi, le rovine, i sassi, i muretti, i cartelloni in più lingue per i turisti, e qualche visitatore dell'ultimo minuto.

C'è un'aria salmastra, da fine estate: mi basta allungare lo sguardo e, a strampiombo sotto di me, intravedo la linea azzurra e profonda del mare siciliano, con qualche vela bianca verso l'orizzonte.

E' pomeriggio inoltrato e il parco archeologico è in chiusura, anche se c'è ancora un sole intenso e una luce dorata, asciutta, tiepida molto piacevole. Sono abbronzata, con pantaloni corti, una maglietta con Titti, scarpe da ginnastica e un bel paio di occhiali da sole con la montatura gialle.

Stiamo tornando alla macchina lungo una strada sterrata, in discesa. Camminiamo a passo veloce, parlando di archeologia, università, esami, professori, colleghi, aneddoti: con me c'è Carla, una ragazza che ha qualche ruga più di me e anche molta più esperienza.

Alfredo è avanti, non sento cosa dice perché è troppo distante, ma lo vedo che guarda Stefania: ridono, quei due, chiacchierano. Sicuramente sta facendo lo splendido...

Lo ignorerò per il resto della settimana, se vuole la guerra...

In realtà ho ceduto prima del previsto: oggi è mio marito.






😋😌😍😎😏😐😊😋😟😮😰

Incipit movimentato dall'AZIONE

Un corri corri generale, un fuggi fuggi nella pineta del campeggio, nel semi buio del dopo cena, tra le tende, le roulottes e gli aghi di pino. 

La "banda dei romani", ci rincorre: noi siamo la "banda dei marziani". Con me c'è mio fratello, poi c'è Andrea e qualcun altro che non ricordo. Che ansia: dobbiamo nasconderci, perché se ci trovano chissà che ci fanno. 

Sono tanti, forti, cattivi e molto pericolosi: quando parlano hanno un accento strano, cittadino, da gente più... più... non saprei dire di preciso cosa hanno in più rispetto a noi, ma quando li ascoltiamo parlare tra loro, ci sentiamo dei provinciali, fuori moda.

Io sono dietro la tenda azzurra di Andrea, vicino al bar e trattengo il fiato. Li sento: si stanno avvicinando e con loro c'è il capo, che è alto, grande, più grande di Francesco.

Incipit intimo, soffuso... con PENSIERI E SENTIMENTI

Secondo me quel fagottello non sta pensando a nulla: ha la bocca piena di latte che gli gocciola di lato. Sorride nel sonno? Forse, ma è così minuscolo che non riesco a decifrare la sua espressione; ha la fronte grinzosa, le guance di pesca e un odore di borotalco e pannolini.

Io invece penso, rifletto. E' notte fonda, accendo la lampada sul comodino, ma non posso dormire: mi costringo a focalizzare l'attenzione su un qualcosa che mi sfugge. Sono diventata mamma da qualche giorno, ma non so cosa sia. Sono inadeguata: voglio rimediare.

Allora faccio un elenco dettagliato di tutto ciò che sta per cambiare nella mia vita e nella routine quotidiana. Mi vedo interpretare varie scene: naturalmente c'è il cambio delle tutine, ci sono le pappe, i bagnetti, le visite dal pediatra. Mi faccio un film in testa, prendendo in prestito immagini tratte da film o pubblicità. Provo ad allungarmi fino a quando andrà all'asilo o a scuola, mi chiedo se si sposerà, se io diventerò nonna.

Niente da fare: è tutto buio, non ci riesco.

Sono mamma, ma non sono capace.

Fortunatamente lui non avrà dubbi su cosa sia essere figlio, saprà esserci e avrà mille richieste, problemi, necessità: io mi adeguerò piano piano.



mercoledì 13 dicembre 2017

Il polisindeto

Giusy Quarenghi

- dalla raccolta di poesie intitolata "E sulle case il cielo"



Vado via.

Vado a stare in una casa
dove nessuno mi sgrida se sbaglio
dove mangio se mi pare
quanto mi pare e quel che mi pare
dove dormo neanche un po'
o magari un giorno intero
dove comando e faccio il capo
dove ho ragione e basta
dove decido io e si fa come dico.
Dove guai se non ubbidisci
e non tieni in ordine i tuoi giochi
e non ti allacci le scarpe
e non ti cambi le mutande
e non ti lavi i denti
e non ti soffi il naso
e litighi con tua sorella
e lasci tutto in giro
e mi fai diventare matta.
Uffa, che fatica,
fare il bambino della mia mamma! 



POLISINDETO - Figura retorica che consiste in un accumulo di congiunzioni che legano parole e frasi.
Ha l'effetto di rallentare, dilatare, ingrandire l'immagine.

Dove guai se non ubbidisci
e non tieni in ordine i tuoi giochi
e non ti allacci le scarpe
e non ti cambi le mutande
e non ti lavi i denti
e non ti soffi il naso
e litighi con tua sorella
e lasci tutto in giro
e mi fai diventare matta.

Poeti, vi va di sperimentarlo?
 

venerdì 1 dicembre 2017

Il taccuino del lettore e dello scrittore

- IL TACCUINO -
la cassetta degli attrezzi del lettore e dello scrittore...


- Nel taccuino raccoglieremo mille idee diverse che ci saranno utili al momento in cui cercheremo qualche spunto su cui scrivere:
in quel momento sfoglierete le vostre pagine, alla ricerca di qualcosa di SPORGENTE, qualcosa che fa capolino, che vi chiama e stuzzica la fantasia.





Cosa posso scriverci?
- descrizioni: posso annotare e descrivere qualunque cosa che mi capita o che osservo e che mi colpisce;
- ricordi: memorie di infanzia o più vicine nel tempo, legate a oggetti, foto...
- pensieri sparsi o trascrizioni di sogni o incubi;
- citazioni: versi di poesie o di canzoni; frasi da un libro, da un film, da un personaggio famoso, da una pubblicità;
- post-it: se mentre sto leggendo un libro, mi voglio ricordare un passaggio, magari me lo segno un post-it che poi incollerò sul mio taccuino.
- dialoghi: dialoghi immaginati, dialoghi a cui ho partecipato, dialoghi che ho sentito per caso...
- liste: es le 5 cose che mi fanno più arrabbiare, le 5 parole con il suono più stuzzicante, le 10 cose che amo fare la domenica...
- disegni: disegni ben fatti, schizzi, fumetti, schemi...

Come posso scrivercelo?
- Puoi scrivere con penna, pennarelli, matite lapis...

Cosa posso incollarci?
- Qualunque oggetto delle dimensioni adatte, dal biglietto di un concerto, a una foglia secca, a una foto, a un disegno, a un bigliettino che qualcuno ti ha passato durante un compito in classe...

Cosa NON devo scriverci?
- Il taccuino NON è il diario della tua giornata: non è il posto dove scrivere cronologicamente quello che ti accade.
- Seleziona e scrivi solo quello che ti ha provocato una piccola o grande emozione: va bene tutto, è perfetto anche scrivere soltanto che un prof ti ha guardato male, se questo ha provocato dentro di te una reazione che vuoi ricordare e sulla quale magari potresti scrivere.


NON VA BENE
- Stamattina mi sono alzata, ho fatto colazione, mi sono lavata e poi sono andata a scuola: prima di salire in classe ho trovato i miei amici e ci siamo divertiti insieme.

VA BENE
- In cucina i soliti rumori: posate, acqua che scorre, lo sportello del frigo che si apre e poi si chiude. C'è sicuramente mamma... quasi quasi vado a strofinare il naso sul suo pigiama.



OK? CI PROVIAMO?




Intanto, partiamo con una poesia
di Ungaretti



Rose in fiamme
Vallone il 17 agosto 1917

Su un oceano
di scampanellii
repentina
galleggia un'altra mattina.